Produzioni

/Produzioni

TRE ATTI UNICI

Anton Cechov cercava di catturare la vita così com'è, lontano dal soggettivismo e dal facile lirismo. Cercava un'emozione che non fosse sentimentalismo, un senso del tragico che non fosse melodramma, un umorismo per nulla grossolano e pagliaccesco. Detestava la magniloquenza e la retorica. A teatro non sopportava gli attori che recitavano troppo. Quasi cent'anni dopo Raymond Carver lo elegge a proprio personale maestro: era un precursore, è il più contemporaneo tra i “classici”.

MUSICA ROTTA

L’opera di Veronese permette il transito attraverso il mistero. Non ha bisogno di spiegare. Il grande tema della contemporaneità, che Veronese incarna perfettamente, è la sopportazione del mistero, non da un punto di vista religioso, ma laico, un mistero senza dio, il mistero che appare dietro la rottura della grande illusione, della religione della ragione, della grande storia, di ciò che organizzava tutto.

LUCIDO

Una pièce ingegnosa e accattivante, ricca di dialoghi surreali e perfetti. Un'opera drammaturgica davvero esemplare, capace di indagare nell’animo umano con dolcezza e fermezza allo stesso tempo, che “fa ridere”, e anche tanto, pur trattando di temi niente affatto divertenti.

COMMEDIA

Giorgio Barberio Corsetti torna in scena con un monologo scritto e interpretato da lui, che s’intreccia con le note del musicista Gianfranco Tedeschi. 
Lo spettacolo è il compendio e l’ulteriore elaborazione di anni di lavoro di Corsetti sul testo, sui modi di porgerlo al pubblico, sulla sua esperienza di artista e di uomo.