adattamento e regia GIORGIO BARBERIO CORSETTI

con
Ivan Franek K.
Mary Di Tommaso Frieda, Mizzi, Pepi, Amalia, Contadina
Julien Lambert/Giorgio Sorrentino Locandiere, Barnabas, Cocchiere, Contadino
Fortunato Leccese Schwarzer, Artur, Contadino
Fabrizio Lombardo Contadino, Maestro, Sindaco, Momus, Burgel
Alessandro Riceci Jeremias, Contadino, Locandiere, Erlanger
Patrizia Romeo Locandiera, Olga, Maestra

scenografie Giorgio Barberio Corsetti e Massimo Troncanetti
disegno luci Massimo Troncanetti
attrezzeria Francesca Rossetti
progetto video e fonica Igor Renzetti
costumi Francesco Esposito
musiche originali Alessandro Meozzi eseguite da Statale 66
aiuto regia Fabio Cherstich, Ottavia Nigris Cosattini

sito web Marchand Company – www.ilcastellodikafka.it
browser game e live Ivan Paduano
programming Sara Polselli

direzione di produzione Paolo Monaci
assistente di produzione Ippolita Nigris Cosattini

anno di produzione 2013

Il Castello si basa su un adattamento teatrale del romanzo di Kafka.
Giorgio Barberio Corsetti, dopo aver messo in scena il Castello in Francia al Theatre National de Bretagne su palcoscenico, ha ideato un nuovo adattamento per uno spettacolo itinerante.
Le diverse tappe, o stazioni, raccontano le peripezie di K: l’arrivo al villaggio, la conquista e la perdita di una instabile posizione, gli incontri con gli abitanti del villaggio e gli ambigui emissari del Castello.
Il romanzo è frammentario come i sogni che si ricordano dopo una notte turbata, ed altrettanto oscuro, ma emana una comicità terribile, uno sguardo sull’umanità paradossale e immediatamente comprensibile, come in certe pagine di Dostojevskji.
La via di K verso il Castello si svolge su un percorso in luoghi diversi, che possono cambiare ogni volta di città in città, riadattandosi, riprendendo vita, come un organismo autonomo, una macchina biodinamica, che si riproduce in qualsiasi ambiente denso di memoria, echeggiante di voci del passato.
Il pubblico segue K, il suo arrivo nel villaggio, il primo incontro con gli abitanti nell’osteria.
Qui si svolge la storia della nascita e fine dell’amore per Frieda, la scuola, qui il racconto di una delle donne che hanno avuto a che fare con il Castello, che fa intravedere alcune figure dei Signori, qui le interminabili attese di K all’albergo dei Signori, qui gli sprazzi di rivelazione sulla vera natura del Castello.
Il romanzo è incompiuto, K dovrà restare per sempre in questo labirinto umano, complesso, inspiegabile e deludente come l’esistenza.