PRODUZIONI IN REPERTORIO

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RAMAYANA

Nell'induismo i testi sacri spesso sono trasmessi attraverso la musica, la recitazione, la danza ed il teatro: in tempi intolleranti e contraddistinti da guerre sanguinarie e fratricide, esiste una religione, una cultura ed una tradizione che considerano le arti performative un mezzo di liberazione e una chiave per comprendere la bellezza e la beatitudine.

IN FLAGRANTE DELICTO

Sulle tracce di Gesualdo da Venosa. Un lavoro di ricostruzione e ricerca, di verità storica e riproposizione poetica, fra storia, mito e leggenda.

CENERENTOLA. LA PARTE MANCANTE

“Cenerentola è un pretesto per riflettere, attraverso la favola di tutte le favole, sul mondo del senso creato culturalmente.” Differenti situazioni dove i testi, i suoni, le immagini e le canzoni ci racconteranno delle storie avvalendosi della tecnologia, come strumento complementare di comunicazione.

CLEANING THE HOUSE

America anni settanta. Mentre in tutti i campi artistici si cercano nuove forme di linguaggio, la poetessa Anne Sexton distrugge quella che aveva appena creato. Definita una poetessa confessionale, le sue poesie sono un processo alchemico di vita privata, psicanalisi, ritmo, favole e simboli. In circa tre anni, la casalinga matta diventa una star e vince una grande quantità di premi autorevoli, tra cui il Premio Pulitzer.

LA GUERRA DI KURUKSHETRA

Tratto dal Mahābhārata, uno dei più grandi poemi epici dell’India, testo fondamentale della religione induista, “La guerra di Kurukshetra” racconta uno dei degli innumerevoli filoni dell’immensa trama di questo antico testo in sanscrito.

EHI!

Dal genio di Jean-Pierre Lescot nasce il talento per il teatro di figura di Ivan Franek, attore poliedrico che muove i primi passi alla Scuola Superiore di Teatro e Marionette di Praga per poi spostarsi a Parigi dove avverrà l’incontro col maestro con cui condividerà 10 anni della sua vita.

IL CASTELLO

Il progetto Il Castello trae la propria ispirazione dall’omonimo romanzo di Franz Kafka, ed è un adattamento teatrale dell’opera curato e diretto da Giorgio Barberio Corsetti, con la forma di spettacolo itinerante.

TRE ATTI UNICI

Anton Cechov cercava di catturare la vita così com'è, lontano dal soggettivismo e dal facile lirismo. Cercava un'emozione che non fosse sentimentalismo, un senso del tragico che non fosse melodramma, un umorismo per nulla grossolano e pagliaccesco. Detestava la magniloquenza e la retorica. A teatro non sopportava gli attori che recitavano troppo. Quasi cent'anni dopo Raymond Carver lo elegge a proprio personale maestro: era un precursore, è il più contemporaneo tra i “classici”.

MUSICA ROTTA

L’opera di Veronese permette il transito attraverso il mistero. Non ha bisogno di spiegare. Il grande tema della contemporaneità, che Veronese incarna perfettamente, è la sopportazione del mistero, non da un punto di vista religioso, ma laico, un mistero senza dio, il mistero che appare dietro la rottura della grande illusione, della religione della ragione, della grande storia, di ciò che organizzava tutto.

LUCIDO

Una pièce ingegnosa e accattivante, ricca di dialoghi surreali e perfetti. Un'opera drammaturgica davvero esemplare, capace di indagare nell’animo umano con dolcezza e fermezza allo stesso tempo, che “fa ridere”, e anche tanto, pur trattando di temi niente affatto divertenti.